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Intervista a
Stefania Sommariva
D: Poniamo le seguenti domande a Stefania Sommariva:
Raccontaci la tua storia.


R: Sono nata a Crocetta del Montello l’8/8/68 da genitori titolari di un negozio di arredamenti e di una piccola falegnameria adiacente. Io spesso giocavo in laboratorio e mi piaceva tanto aiutare papà. I primi disegni me li ha insegnati lui.
Fino a 29 anni ho gestito il negozio con mia sorella, poi mi sono dedicata esclusivamente alla progettazione collaborando anche con studi professionistici.

D: E poi come sei arrivata a fare l'arredatrice e l'interior-designer?

R: Avevo fatto una scuola completamente diversa, poi però facendo i primi studi d'arredamento mi resi conto che era ciò che più mi piaceva e che più mi riusciva.
Ero nata nell'ambiente come si dice e... si vedeva!
La passione così aumentò sempre più; come anche i corsi.
Certo ho fatto altre cose nella vita tuttavia, sebbene mi piacessero, le facevo sempre con una certa difficoltà, come se fossi sempre alle prime armi; fare l' interior-designer invece mi era molto più facile... così in definitiva ho capito che era l'unica cosa che sapevo fare veramente e che mi divertiva di più.

D: Cosa diresti alle persone per convincerle a rivolgersi a te?

R: Che io progetto senza vincoli, senza condizionamenti, senza interessi. Vendo solo idee, idee studiate, scaturite da una mente libera, dove l'esperienza non manca.
Oltretutto io non faccio solo arredamento d'interni, ma architettura d'interni, e c'è una grande differenza.

D: Perché differenza?

R: Perché una casa per essere veramente bella non deve essere solo bella al momento, ma deve durare nel tempo e non stancarti mai di essa, e per essere così non puoi solo arredarla bensì architettarla, lavorarci nel contenuto come nel contenitore; pensare al singolo elemento dentro all'insieme.

D: …E a quelli che pensano di avere un disastro di casa, con tanti difetti?

R: Anche il brutto anatroccolo diventò poi un cigno! Spesso ho trasformato difetti in pregi, case piccole in case grandi, case cupe in case vivaci, case anonime in case di personalità.

D: Non pensi che spesso ci sia un certo scetticismo nei confronti di arredatori, architetti, etc.?

R: E' vero, c’é. E capisco bene questa paura. Troppe volte si trovano case impersonali anche a causa del progettista, e arredamenti standard per qualsiasi circostanza.
E' incomprensibile che succeda questo, perché ogni persona ha un sogno, un ideale, atmosfere amate... Sarebbe un sacrilegio non rispettare tutto ciò. Come ognuno di noi è diverso dall'altro così deve essere la nostra casa.
Io mi prefiggo di ordinare queste aspettative. Tendendo a valorizzarle al massimo grazie alle conoscenze, alle tecniche e ai miei vari meccanismi, che mi sono per me come piccoli personali segreti...

D: Anche perché costi così poco!

R: E' vero. Sarebbe un vero peccato non voler spendere qualche euro ora allo scopo di avere in mano una progettazione definitiva che ti permette di risparmiare in futuro per rifacimenti, modifiche o addirittura demolizioni!

D: Allora non resta che augurarti BUON LAVORO!

R: Grazie..!